Nanda

design SERENA CONFALONIERI

Nanda is the first piece of the Parvati storage collection, designed by Serena Confalonieri for Medulum. The word Parvati, in Indian mythology, means “daughters of the mountains”: Nanda, Uma and Aparna are some of these deities who give their names to the pieces in the collection. The name Parvati, however, also identifies another very important figure, the bride of Shiva, the deity of marriage, to whom Indian women pay homage by wearing precious gold nose rings. This decorative element with a strong symbolic value becomes central to the collection: infact we see at the center of Nanda cabinet a large brass handle that resembles the shapes of these jewels.
Common features of the Nanda cabinet and the other pieces in the collection are also the use of brightly colored woods, with contrasted grains, and also vibrant and multicolored textures. These textures deliberately refer to the psychedelic culture of the 60s, a time when numerous artists traveled through the Indian regions to immerse themselves in this multifaceted culture, and then mixing it with the western one to create masterpieces in musical and artistic fields.

– Nanda è il primo pezzo della collezione di mobili contenitore Parvati, disegnato da Serena Confalonieri per Medulum. La parola Parvati, nella mitologia indiana, significa “figlie delle montagne”: Nanda, Uma e Aparna sono alcune di queste divinità dalle quali i pezzi della collezione prendono il nome. Il nome Parvati indentifica però anche un’altra figura molto importante, la sposa di Shiva, divinità del matrimonio, , a cui le donne indiane rendono omaggio indossando preziosi anelli al naso in oro. Questo elemento decorativo dal forte valore simbolico diventa centrale nella collezione: vediamo infatti al centro del cabinet Nanda una grande maniglia in ottone che riprende le forme di questi gioielli. Caratteristiche comuni al cabinet Nanda ed agli altri pezzi della collezione sono inoltre l’utilizzo di legni dai colori vivaci, da cui emergono decise le venature ma anche texture vibranti e multicolor. Queste texture fanno volutamente riferimento alla cultura psichedelica anni ’60, momento in cui numerosi artisti viaggiarono attraverso le regioni indiane ed si immersero in questa sfaccettata cultura, mixandola poi con quella occidentale per creare capolavori in campo musicale ed artistico.

 

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